Cicloturismo in Basilicata:
Cirigliano-Dolomiti Lucane-
Costa di Maratea-Parco del Pollino-Metaponto-Matera-
Cirigliano

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Partenza itinerario: Cirigliano
Dislivello totale: 3200 m
Sviluppo totale: 508 km
Difficoltà: è necessario un buon allenamento per le caratteristiche montane della Basilicata;
Cartografia: Michelin n° 362; Campania-Basilicata; 1:200.000
Accesso: Arrivo a Cirigliano da Potenza
Bibliografia: Basilicata; Guide d'Italia - Touring Club Italiano.

  Il viaggio in bicicletta:
  informazioni generali;
 1) Cirigliano-Castelmezzano;
 2) Castelmezzano-Grumentum;
 3) Grumentum-Lagonegro-Maratea o Praia a Mare;
 4) Maratea o Praia a Mare-Laino Borgo-Viggianello;
 5) Viggianello -Rifugio Fontana fredda;
 6) Rifugio Fontana fredda-S. Giorgio Lucano-Policoro-Metaponto;
 7) Metaponto -Matera;
 8) Matera-Grottole-Grottole-Salandra;
 9) Salandra -Cirigliano;

 
La Basilicata, uno scrigno di biodiversità!

Quando il buon Signore decise di dare un fiore alla Basilicata chiamò l'angelo della Lucania e gli disse: prendi questa ginestra e scegli un territorio degno della sua fioritura rigogliosa. L'angelo, nel suo volo di ricerca non sapeva decidersi dove piantarla, tanto era la bellezza di quella terra. Fu cosi che i semi della dorata leguminosa vennero sparsi in ogni luogo ove potesse riscontrasi la bellezza divina: dalle coste a strapiombo che si rispecchiano nel mar Tirreno ai selvaggi arenili della costa ionica, dalla maestosità del Pollino ai monti dell'Appennino lucano, dagli agrumeti della piana ionica alle dolci colline del Vulture, dalle caldi valli bionde di grano alle solitarie e fresche foreste. Sarà per questo che un viaggio in Basilicata va effettuato a Giugno, quando le ginestre tutte , per ringraziare il Divino, fioriscono a milioni tappezzando la Lucania di un ricco giallo oro.

La Basilicata è una regione ideale per il cicloturismo, il principale motivo è la densità media abitativa: 60 abitanti per chilometro quadrato! Pensando che la maggior parte dei Lucani abita nelle città di Potenza e Matera e nelle località di villeggiatura sulla costa, già si intuisce che il traffico veicolare è sostenuto solo in alcune zone mentre nella maggior parte delle strade interne si pedala per ore senza veder passare anima viva. 
Ma il piatto forte della Lucania, quello che stuzzica alla partenza e condisce il viaggio, è la sua grande biodiversità dovuta a una forte varietà morfologica ristretta però in un territorio di meno di 10.000 chilometri quadrati. A ovest un'ampia zona montuosa si propaga dall'Appennino orami sfrangiato tra valli e dorsali. A est un ampio canale dalle sponde lievi, la Fossa Bradanica, costituito da antichi depositi sta fianco della pianura metapontina. Aggiungete l'esposizione dei versanti, le piogge e la temperatura, nelle giuste dosi e...voilà.
Eccovi servito il gran menù della natura: come antipasto di mare proporrei le ripide scogliere ricche di macchia mediterranea e le pinete tipiche delle zone sabbiose. Un primo ricco dei profumi delle zone a coltivi accompagnato dalle argillose aree a calanchi. Per secondo un misto di foreste di querce, castagneti e faggi talvolta in tipico contorno di abeti bianchi. Il dolce, viene preparato sulla base di antiche ricette trovate nelle foreste di pino loricato. Come digestivo i rilassanti pasco montani dai quali si aprono le migliori vedute.

Ma... si tratta di un territorio soggetto a frane e terremoti. Le prime sono dovute al prevalere di terreni facilmente erodibili e alla piovosità concentrata in alcuni periodi dell'anno. I terremoti (ultimo quello del 1980) è dovuto alla presenza di faglie attive. Però a dirla tutta, frane ne abbiamo viste pochine e i terremoti non hanno scosso il nostro riposto quotidiano.

Nella storia della Lucania trova posto un mosaico di popoli e culture dei quali emergono echi nelle tradizioni, nell'arte, nei monumenti, nei costumi, nel cibo. Greci, romani, bizantini, longobardi, saraceni, monaci, spagnoli, francesi, albanesi, i normanni con Federico II di Svevia. Un crocevia così amalgamato di culture non può non esprimersi al meglio agli occhi del visitatore attento.

Informazioni per il viaggio

Periodo: i mesi migliori per visitare la Basilicata sono maggio/giugno e in autunno. In luglio e agosto fa troppo caldo.  In ottobre il sole tramonta presto ma lasciateci immaginare la festa di colori nelle foreste del Pollino..
 Noi abbiamo viaggiato in giugno e siamo riusciti a vedere zone dove il turismo sembra quasi insistente.

Trasporti: il servizio di collegamento con la Basilicata sarebbe il massimo se i bus che giornalmente partono da Torino permettessero di portare le bici. E invece NO! E' a discrezione dell'autista. Così rischi di arrivare con la tua bella bici e di sentirti dire che non la puoi portare con te. Magari anche solo perché sei antipatico al guidatore.

Preghiamo gli organi competenti in materia di intervenire per regolamentare questa fesseria che va a scapito del turismo a due ruote.

Bici e treno, è un problema perché sulle lunghe percorrenze non si portano le bici. Provate a partire da Cuneo a andare a Potenza utilizzano di treni regionali...Auguri. Grazie Trenitalia per quanto sei ottusa!

Anche in questo caso preghiamo gli organi competenti in materia di intervenire per regolamentare questa fesseria che va a scapito del turismo a due ruote.

Alla fine abbiamo utilizzato l'auto. GRAZIE al direttore del Parco di Gallipoli Cognato, che ci ha consigliato di arrivare a Cirigliano dove abbiamo lasciato l'auto per 15 giorni, senza dover pagare parcheggio, presso il "Riposo di Cerellio"
una nuovissima struttura ricettiva gestita da giovani che puntano sul turismo per fare economia.

Mappe e cartine: sono reperibili solo presso gli uffici turistici, APT o IAT. Non troverete carte o mappe in commercio, almeno noi non le abbiamo trovate. La Regione Basilicata offre una buona produzione di depliant utilissimi tra questi, scaricabile anche in PDF da Internet (info: apt@powernet.it) CICLOTURISMO IN BASILICATA - 8 itinerari alla scoperta della Basilicata. Bellissima pubblicazione alla quale abbiamo attinto per il nostro giro.
Un plauso per questa iniziativa!

Per quanto riguarda la cartografia, noi abbiamo utilizzato la mappa Michelin n° 362; Campania-Basilicata; 1:200.000. Se solo avesse le curve di livello sarebbe proprio il massimo. La cosa migliore è avere la Michelin come base e implementare con le mappe delle varie zone attraversate, reperibili presso l'APT Basilicata o gli Enti locali.

Strutture ricettive: sulla costa non ci sono problemi a trovare alloggiamento mentre all’interno dipende da dove ci si trova, Alcune zone meno battute dai flussi turistici non offrono molte possibilità. Noi abbiamo viaggiato con tenda, sacco a pelo, fornelletto e una buona serie di viveri in modo da essere autosufficienti quando era necessario.

Il campeggio libero è tollerato per una/due notti. Meglio comunque evitarlo nelle zone che offrono ampie scelte di camping che tra l’altro sono a buon mercato. Purtroppo a Maratea, località che se la tira come perla del Mediterraneo, il campeggio era chiuso (dopo 90 km in sella fa sempre piacere farne altri 10!) e abbiamo continuato per Praia a Mare. Andateci perché a giugno si sta bene. 

Costi: in generale la Basilicata è abbastanza economica. Se poi avete la buona abitudine di comprare dai contadini o ai mercati allora state pur certi che mangerete cose buone e spenderete il giusto.
Comunque abbiamo speso, viaggio a/r in auto compreso, 500 euro a testa, alloggiando solo un paio di volte in tenda in campeggio, libero e a pagamento, e provando un po' tutti i livelli di ospitalità, dall'agriturismo, al campeggio, alla camere in affitto, all'albergo. Salvo a Castelmezzano, dove ci hanno impedito di portare le bici in camera (sono storditi!), per il resto l'ospitalità è stata ottima e adeguata al cicloturismo

Per un viaggio in bicicletta: Il viaggio in bicicletta è uno dei modi migliori per conoscere una zona godendosi il panorama, visitando un borgo o una fattoria, attraversando un bosco, fermandosi in una caletta solitaria. La scelta del percorso e delle strade su cui pedalare vanno fatte in base al mezzo usato, al grado di allenamento, al tipo di bagaglio che ci si porta dietro.

La bici: a nostro parere il mezzo idoneo è la mountain bike (rigida o con forcella ammortizzata) poiché permette di poter tranquillamente pedalare sulle strade asfaltate come su quelle sterrate affrontando anche sentieri e tratti sconnessi. Per questo viaggio abbiamo utilizzato due mtb Specialized Rockhopper rigide, con cambio Shimano misto Alivio/STX a 7 velocità, guarnitura tripla, gomme Specialized Ground Control da 26x1.95 con camere d’aria con valvola schrader, freni cantilever. Ogni bici era attrezzata con un borsello con camera d’aria di scorta e cacciagomme, pompa e due borracce (75cl e 50 cl). Non abbiamo utilizzato zaini idrici vista la buona abbondanza di acqua.
Una aveva il campanello, contachilometri e tabella porta road-book e bauletto anteriore. E’ importante utilizzare una sella già collaudata e non troppo dura...

Necessaire per riparazioni: portatevi tutto quello che serve per le riparazioni visto che i negozi di bici si trovano solo nelle grandi città. Chiavi fisse e brugole, cacciavite, pinze, tira raggi, raggi, smagliacatena e alcune maglie, fil di ferro, nastro adesivo, toppe e mastice, camere d’aria, cavi freni e cambio, pattini freni, un copertone. Pila e lucchetto.

Il bagaglio: sulle mtb sono stati montati portapacchi anteriori e posteriori in modo da sorreggere le borse da viaggio composte da due borse anteriori (Olmo e Ferrino) e sul posteriore borse laterali con borsa superiore (Ferrino - Becchis). Le borse devono essere robuste, impermeabili e con un sistema di aggancio efficiente.
Per quanto possibile il carico dovrà sporgere il meno possibile, essere portate molto basso sulla ruota anteriore e abbastanza avanzato su quella posteriore. Altri bagagli (tenda, materassini, sacchi a pelo, etc) dovranno essere contenuti in sacchi impermeabili (quelli della spazzatura sono ottimi ma poco estetici) e collocati sopra la borsa posteriore (al limite qualcosa di leggero sta anche davanti).

L’abbigliamento: dipende da cosa volete fare. Se si sta sulla costa ovviamente basta poco, ma se si ha intenzione di andare anche zone in montagna è necessario essere attrezzati di conseguenza.
Tutine da ciclista (almeno 2, meglio 3), calze da bici e da sport (almeno 3/4), canottiera traspirante per bici (1), t-shirt (2), slip (3),costume, pantaloni da trekking con possibilità di staccare la parte inferiore e farne un pantaloncino corto (1), felpa (1), giubbino tipo cerata (1), giacca a vento (1), mantella o giacca per la pioggia (1), sandali (1 paio), pedule da trekking (1 paio), berretto, occhiali da ciclista, guanti da bici, casco..

Pronto soccorso e igiene: un set di pronto soccorso è consigliato sempre. Garze sterili, bende, cerotti in varie pezzature e in nastro, punti adesivi, disinfettante, pomata per le contusioni, per le dermatiti e per le punture d’insetto, aspirina, antinfiammatorio. Telo termico. Non male portarsi dietro un unguento per massaggi e i sali minerali, indispensabili per reintegrare durante la pedalata.
Per l’igiene non dimenticate, spazzolino da denti, sapone Marsiglia e shampoo, forbici e tagliaunghie, crema solare, carta igienica, assorbenti. Asciugamano medio e piccolo, telo da spiaggia.

Per il campeggio: esistono diverse tende per il cicloturismo, in genere si tratta di soluzioni leggere intorno ai due kg che vanno bene fino a un certo punto. A fronte di un minor peso avrete anche una minore sicurezza in caso di maltempo. Se poi avete in mente di andare anche in montagna allora è meglio scegliere una tenda da trekking, con peso intorno ai 3/4 kg a doppio telo, con abside. Noi abbiano utilizzato il modello Sturdust della Ferrino a tre posti, adatto alle quattro stagioni, con peso di circa 3,5 kg (paleria e picchetti compresi). Ha retto benissimo a 24 di piogge continue. L’abside anteriore permette di farsi da mangiare, quello posteriore di sistemare borse e dispensa. Il sacco a pelo può essere di quelli medio/leggeri con fodera in cotone e esterno i nylon. Consigliamo di portare anche un telo impermeabilizzante da sistemare sotto la tenda (ce ne sono a pochi euro e pesano poco) che serve anche per crearsi velocemente un riparo contro la pioggia o per avvolgerci le bici.
Per una buona dormita è necessario una stuoia isolante in gommapiuma pressata. Può essere gradevole comprarsi i materassini autogonfianti da trekking. Sono leggeri, poco ingombranti, si gonfiano da sole hanno un confort eccezionale (così come il prezzo, ahimè...). Un cuscino gonfiabile pesa e ingombra poco ed è molto utile, anche in spiaggia.

Per la cucina: potersi far da mangiare è conveniente per la possibilità di fermarsi anche in zone disabitate e selvagge e per motivi strettamente economici. Tuttavia questo significa dotarsi di tutto quello che serve:
fornelletto con almeno due ricariche, lanterna a gas (ma le candele vanno anche bene) set stoviglie (almeno due pentole e una padella), set posate, coltello multiuso, bicchieri in metallo (di quelli che si possono mettere sul fuoco), vassoio in plastica (leggero e utilissimo per preparare da mangiare), set per lavare i piatti (ma a volte basta la semplice spugnetta). Condimenti (olio, sale, pepe), spezie (peperoncino, curry, origano). Miele, the e tisane in bustine. Minestre liofilizzate in buste, qualche scatoletta di tonno e carne). Visto che c’eravamo ci siamo anche muniti di spaghetti e fusilli. Quando ci sarà l’occasione di far rifornimento allora sarà utile avere dei contenitori di plastica ermetici per riempirli con ortaggi (pomodori, cipolle, zucchine), frutta (pesche, banane, uva, melone), formaggio, acciughe, olive, pane. A volte si possono comprare i surgelati e consumarli a breve (spaghetti ai frutti di mare...).