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PINZGAUER SPAZIERGANG: IN MTB SULLE ALPI DI KITZBÜHEL

Un itinerario di ciclo-escursionismo, impegnativo ma affascinante, tra alpeggi e panorami mozzafiato.

 

KITZBÜHEL, un nome che evoca le discese mozzafiato sugli sci degli “uomini jet” della discesa libera. Anche se l’inverno è la stagione trainante dal punto di vista sportivo e turistico, da qualche tempo l’Austria sta puntando forte sulla bicicletta.

Una delle regioni più interessanti, denominata Europa Sports Region (un bel biglietto da visita per gli sportivi), si trova in quella parte di territorio tra Tirolo e Salisburghese e comprende località del calibro di Kaprun, Zell am See, Saalbach-Hinterglemm, Leogang-Saalfelden, che da alcuni anni propongono grandi iniziative legate alla mountain bike: dai percorsi dei mondiali del 2002 di Kaprun, al Bike World di Leogang-Saalfelden concludendo con il Free Ride Park di Saalbach-Hinterglemm (oltre che sede di mondiali mtb). Tra tutte scegliamo Kaprun, ci sistemiamo in campeggio e visitiamo subito l’ufficio turistico dove prolificano cartine, opuscoli, pieghevoli sugli itinerari in mtb e non solo (il vicino massiccio del Kitzsteinhorn, 3203 m, offre possibilità di sci estivo). I giorni che seguono ci vedono impegnati tra sterrate, single track, bratwurstel (ottime salsicce alla piastra) e gatorade locale (leggi birra).

L’appetito vien pedalando e così, oltre a curiosare tra le specialità della cucina austriaca (ah…quei deliziosi strudel alla frutta), prende il via l’idea di un giro di ciclo escursionismo sui monti del Pinzgau. Consultando la carta individuiamo un possibile itinerario: da Kaprun si può percorrere la vallata con la pista ciclabile e salire a un rifugio. Il giorno dopo possiamo seguire un sentiero in quota sulle Alpi di Kitzbühel, denominato Pinzgauer Spaziergang, arrivare allo Schmittenhöhe e da qui scendere al punto di partenza.

Trattandosi di un itinerario che, nel secondo giorno, si sviluppa intorno ai 2000 m per circa 20 km, vogliamo essere sicuri del bel tempo che però presenta una notevole variabilità: a volte sembra minacciare pioggia, poi  si apre con sole e ancora di nuovo cumuli che corrono tra le valli.

Al mattino il cielo è azzurro e noi raggianti: si parte! Lasciata la macchina al parcheggio del Baum Bar (all’entrata di Kaprun) prendiamo la Tauern-Pinzgau-Radwanderweg (la pista ciclabile) verso ovest, in direzione di Stuhlfenden. In pratica risaliamo la vallata alpina di origine glaciale percorsa dal torrente Salzach, a volte pedalando sugli argini altre a fianco della linea ferroviaria. Ogni tanto si incontra un villaggio, una fattoria infiorata o un agriturismo immersi in un paesaggio rilassante e vario nello stesso tempo. Nei pressi di Uttendorf  passiamo il ponte che ci permette di pedalare sul lato orografico sinistro del torrente e raggiungere Sthulfelden (798 m s.l.m.; 18,6 km tappa). Nei pressi della piazzetta con una bella fontana vicino alla chiesa, troviamo l’indicazione per il Bürgl Hütte, il rifugio dove siamo diretti. Iniziamo a salire gli 893 m di dislivello che ci separano dal rifugio, dapprima su strada asfaltata con pendenza del 10%. Superiamo alcune fattorie e si incontriamo il bivio per il Bürgl (1207 m s.l.m; 24,1 km tappa); qui inizia lo sterrato e i prati a sfalcio lasciano il posto alla profumata foresta di conifere.

Si sale in ombra, l’aria calda si fa fresca e frizzante, i rumori del torrente salgono dal fondovalle, lo sguardo corre intorno scorgendo vette innevate fare occhiolino dalle cime degli abeti incastonati nei ripidi pendii, il respiro prende il ritmo della natura… A 1450 m s.l.m. un ponticello ci porta nel versante solatio e, dopo alcuni decisi tornanti, la valle si apre e scorgiamo in lontananza la bandiera austriaca svettare sul profilo del rifugio. Mezzora dopo eccoci davanti a un piatto di speck e formaggi con birrone al seguito, cullati dal sole sulla terrazza dell’Hütte (1691 m s.l.m.; 29,1 km tappa).

Il rifugio è ben curato, la piccola sala è accogliente, con le tendine di pizzo alle finestre, le tovaglie colorate sui tavoli e dal soffitto pendono enormi campanacci.

La vera sorpresa capita quando chiediamo di salire alla camerata: la proprietaria apre la porta dietro al bancone del bar e spunta…un bel testone di una mucca! Infatti per accedere alla stanza bisogna attraversare la stalla dove il marito sta mungendo le vacche e i bambini si rincorrono. Cominciamo a pensare che anche la cena sarà una delizia.

La nostra intuizione si rivela esatta: spezzatino con verdure, formaggi fatti incasa e ottimo vino austriaco ci preparano a una buona dormita, cullati dal suono dei campanacci e da qualche muggito. 

Al mattino, dopo una abbondante colazione austriaca, ci aspettano 273 m di dislivello da salire con bici a spinta per circa 45 minuti prima di arrivare ai 1964 m della sella (Murnauer Sch; 1,6 km tappa > 30,7 km progressivi) dove il sentiero continua in mezza costa verso est. La prima parte concede bel poco alla ciclabilità: il sentiero è sovente incassato e i pedali s’incastrano nel solco, alcuni tratti rocciosi richiedono prudenza e ogni tanto bisogna scavalcare la recinzione che delimita le proprietà dell’alpeggio. La fatica è ampiamente ripagata dalla bellezza della natura del luogo che stiamo attraversando: cavalli scorazzano in libertà, vacche pezzate pascolano al sole e le caprette ti guardano passare incuriosite. In lontananza il ghiacciai del Großglockner (3.798 m) scintillano come specchi. Il sentiero è ben segnalato (segnavia Rosso-Bianco-Rosso, n° 702 A) ma la percorrenza in sella è sempre a tratti. Per tutta la mattinata continuiamo in beata solitudine alternando tratti in sella a qualche spinta e per mezzogiorno ci fermiamo a riposare a circa metà percorso (2.015 m s.l.m.;16,3 km tappa > 39,6 km progressivi).

Ci accorgiamo che la ciclabilità aumenta man mano che proseguiamo, ormai lunghi tratti di single track si alternano a qualche passaggio più tecnico ma cominciamo a essere scarsi di acqua, e di sorgenti non ne abbiamo ancora incontrato. Nei pressi di un bivacco (Understandshtt; 1987 m s.l.m.; 16,3 km tappa > 45,4 Km progressivi) troviamo l’acqua sgorgante da una fresca sorgente. Ne approfitto anche per fare il punto: mancano ancora 24,4 km alla fine, sono le tre del pomeriggio, zero forature e buon umore. Il panorama intorno è strepitoso: da una parte i numerosi ghiacciai del Parco Nazionale Hohe Tauern (Alti Tauri), dall’altra le belle montagne di Saalbach, punteggiate di baite alpine e alpeggi.

Continuiamo lasciando scorrere le ruote artigliate lungo il single-file che serpeggia lungo i pendii della monte Gernkogel. Il Pinzgauer Spaziergang ormai ci concede ottimi passaggi con guida divertente e dopo la sella Rohrertörl (1.931 m s.l.m.; 18,9 km tappa > 48 km progressivi) il sentiero si apre in sterrata veloce.

Passiamo la Baita Hochsonnberg (1.846 m) dove un profumo di salsicce alla brace ci tenta a una sosta, ma resistiamo anche perché siamo in dirittura di arrivo.

Infatti scorgiamo la vetta del Schmittenhöhe (1.898 m) dove arriva la funivia che sale da Zell am See ma scegliamo di tralasciare la salita sullo sterratone che la raggiunge, preferendo svoltare a destra in discesa (1732 m s.l.m.; 22,7 km tappa > 51,8 km progressivi) per il Pinzgauer Hütte (rifugio-alberghetto a 1704 m s.l.m.; 23,2 km tappa > 52,3 km progressivi) dove assumiano una buona dose di reintegratore locale (strudel e birra, ovvio).

Proprio sotto la terrazza parte il single track che porta a scendere nel vallone di Piesendorfer (sentiero n° 749). Subito dopo una sterrata ripida fa perdere velocemente quota e si incontrano le prime fattorie. Raggiungiamo il villaggio di Piesendorf su asfalto (784 m s.l.m.; 29,3 km tappa > 58,4 km progressivi) e ci infiliamo sulla ciclabile che ci riporta sulla Pinzgau-Tauern-Radwanderweg, in direzione di Kaprun.

Sono le 17 circa quando raggiungiamo il piazzale da cui eravamo partiti il giorno prima (34,1 km tappa > 63,2 km progressivi);  la stanchezza porta i segni dei due giorni passati in montagna con le mtb ma siamo colmi di sensazioni, immagini, profumi e sapori che, ancora adesso che siamo tornati a casetta, ogni tanto si fanno sentire in lontananza, come un eco in montagna.

MAPPA ITINERARIO